Blockchain e big data: applicabilità e scenari futuri

di CST

Una tecnologia ancora poco diffusa per permettere la gestione e trasmissione di dati sempre più numerosi. La blockchain sta per rivoluzionare le nostre vite?

Il discorso sulla blockchain è ancora legato (e in parte cannibalizzato) dalle sue applicazioni finanziarie. Eppure, per capire le enormi possibilità di sviluppo di questa tecnologia è sufficiente analizzare i settori d’interesse delle start up che hanno debuttato negli ultimi mesi: sanitario, immobiliare, giornalistico e persino sentimentale.

Per studiare l'interazione possibile tra blockchain e big data è necessario prima definire entrambi.


BLOCKCHAIN: ARRIVA L’INTERNET DELLE TRANSAZIONI

Blockchain significa semplicemente catena di blocchi e può essere definita in breve come un registro distribuito delle transazioni che rende verificabile ogni movimento da tutti i nodi della catena. Per questo motivo e data la molteplicità degli utilizzi, alcuni si sono spinti a chiamarla internet delle transazioni.

Le sue origini sono tutt’ora avvolte nel mistero: la prima apparizione risale al 2009 e si deve al protocollo siglato Satoshi Nakamoto, pseudonimo dietro cui si celerebbe un miliardario australiano (secondo alcune versioni) o un pool di menti (secondo altre).

Fin dall’inizio la blockchain stata collegata, e soprattutto identificata, con la sua manifestazione finanziaria: i bitcoin, ovvero la criptomoneta usata su web per condurre transazioni senza il ruolo di garante di terze parti. La grande novità della blockchain infatti è nell’essere essa stessa il garante: prevede infatti che ogni singola transazione prima di diventare effettiva sia validata dalla metà più uno dei nodi che compongono la rete stessa.


COME FUNZIONA LA BLOCKCHAIN

Prendiamo come esempio una transazione di qualunque tipo (non parliamo di denaro, quanto piuttosto di dati) da un soggetto A ad un soggetto B.
I dati oggetto di questa transazione sono corredati da timestamp (la marca temporale) e soprattutto dall'hash (puntatore), una stringa numerica che li collega ad un blocco.

A e B oltre che attori della singola transazione sono anche nodi del blocco che comprende la transazione. Nel blocco sono comprese più transazioni e più nodi.

Ogni blocco, a sua volta, è collegato a un altro blocco: più blocchi connessi tra loro formano la blockchain. Tutti i dati della transazione ma anche ogni modifica di questi nel tempo devono essere controllati e approvati dalla metà più uno dei partecipanti alla blockchain. Si tratta in quest’ultimo caso di nodi attivi (chiamati anche miners) che controllano le stringhe matematiche create. Sono soprattutto questi ultimi che permettono, risolvendo un complesso algoritmo, di attaccare un nuovo blocco alla blockchain di riferimento.

Questa è archiviata in un grande database distribuito, un vero e proprio libro mastro dematerializzato e accessibile a tutti contemporaneamente, chiamato ledger.

 

PERCHÉ UTILIZZARE LA BLOCKCHAIN

Innanzitutto perché non esiste un'autorità terza a validare il processo, una certification authority. È la blockchain stessa a validare sé stessa. Ciò nonostante è un processo considerato estremamente sicuro.

Altro fattore fondamentale è l’assenza di gerarchia tra i nodi che garantisce massima trasparenza e, allo stesso tempo, segretezza, i dati infatti, come serie numerica, sono accessibili a tutti ma sono anche crittografati.


BLOCKCHAIN E BIG DATA

Da quest'ultimo punto possiamo capire l'interazione con i Big Data. Con questa definizione, infatti, oggi si può intendere una quantità di significati quasi infiniti (paradossalmente un altro Big Data).
Viviamo nella società che produce il maggior numero di dati in assoluto, dalle nostre scelte sui motori di ricerca, fino alle operazioni finanziarie e l’evoluzione dei dispositivi mobili, sempre più diffusi, anche in paesi poco sviluppati, sempre più smart e sempre più connessi, è destinata a far aumentare in modo esponenziale, ogni anno, il volume di dati generato.

Ogni movimento, ogni azione utente può lasciare una traccia che tradotta in numeri va aggiungersi ad altre serie numeriche che riguardano la nostra vita o quella di altri. I Big Data sono informazioni che si possono raccogliere e sono contemporaneamente gli algoritmi che ci permettono di interpretare, cercare e individuare quello che cerchiamo in queste sequenze numeriche infinite.
I Big Data sono il pagliaio ma anche la calamita per trovare l'ago.

Oggi molti aspetti della nostra vita possono essere tradotti in Big Data: la nostra salute (pensiamo alle analisi ma anche un monitoraggio costante tramite un'app) il nostro consumo energetico (ogni volta che accendiamo o spegniamo il televisore), quello che mangiamo. In molti casi, pensiamo alla salute o alla situazione finanziaria, è necessario che questi dati siano condivisi, tra gli ospedali, tra le assicurazioni, tra gli istituti bancari. Nei passaggi di condivisione questi potrebbero essere smarriti, corrotti, non aggiornati o acquisiti da terzi non autorizzati.

La blockchain potrebbe essere la soluzione a tutto questo, concedendo la possibilità di condividere e rendere accessibili i dati a tutti i soggetti partecipanti alla catena senza possibilità di errore e corruzione. Con una sola incognita: produzione di Big Data, analisi di questi ultimi, inserimento nella blockchain, sono tutte operazioni che necessitano di una capacità di elaborazione crescente (e di un conseguente consumo energetico).

Quale sia il limite di questo processo non è ancora stato esplorato.

 

 

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